23/10/2004

Guardarsi allo specchio

Non ci pensavo nemmeno, di mettermi a scrivere qui di Torino. Fino a qualche minuto fa ne ero più che convinta. Parlare di Torino ? E perchè ? Non è bello parlar male in pubblico, di qualcosa, di qualcuno. Soprattutto se quel qualcosa, quel qualcuno, è, nonostante tutto, la tua città.

E' un posto che hai amato tanto al punto di fuggirne, di lasciare tutto, sbattendo la porta, per la rabbia, per la fine della pazienza. Non ne potevi più di sentirne parlar bene da chi non la conosce.

Ah si, tu, turista, che sei capitato qui per caso (tutti i turisti che sono a Torino ci sono per caso, avete mai notato ? Chi, sano di mente, metterebbe in un circuito turistico Torino di proposito ?), tu, turista casuale, dicevo, che dici "quant'è romantica la foschia autunnale", tu, turista, sai che significa viverci praticamente 365 giorni l'anno, con quell'accidente di patina giallastra che tu chiami foschia autunnale ?

Tu, turista casuale, che dici "ah, ma voi avete il cioccolato ?". Sai che noi di Torino il cioccolato lo compriamo alla SMA, o al PAM, le barrette a pochi euro l'etto, perchè a nessuno di noi passa per la mente di scialacquare i soldi pagando un etto di cioccolato di Corso Vittorio quanto si guadagna in una giornata ?

Tu, turista casuale, che dici "però il triangolo magico...". Ma dove accidenti è 'sto benedetto triangolo magico ? Che in 33 anni non ho manco mai incrociato un cavolo di sensitivo che valesse la pena, figurati chissàchealtro.

Tu, turista casuale, che dici "però c'avete il secondo Museo Egizio del mondo". Ci sei stato, tu, turista casuale, nel Museo Egizio ? No, molto probabilmente no, perchè ci sei passato davanti ma non l'hai riconosciuto, mimetizzato com'è da palazzo normale, senza uno straccio di segnalazione, senza nulla che lo faccia riconoscere. E poi, sinceramente, poco male, perchè se ci fossi entrato, tu, turista casuale, probabilmente ne saresti uscito deluso, senza nemmeno però avere il coraggio di confessarlo. Come si fa a parlar male del secondo museo egizio del mondo ?

Eppure no, fai male, tu turista casuale, a non lamentarti. E facciamo male noi torinesi a non sputarci addosso per tutto il male che facciamo alla nostra città.

Siamo come quei malati che muoiono perchè non accettano la diagnosi, perchè sono convinti di stare bene, e non prendono le medicine.

Eh già, Torino è perfetta, è il resto del mondo che non ci capisce, ma è il resto del mondo a sbagliare. Giàggià, meno male che invece noi no, noi abbiamo il verbo. Noi si che sappiamo.

Noi sappiamo così tutto da riuscire a far morire la nostra città fuori dal mondo, a non valutarne il bello, a parlare del futuro, di quanto sarà bella, quando in realtà Torino era bella, e la stiamo rovinando. Stiamo facendo come quelle signore che non accettano il passare delle stagioni, e si riempiono di botox, si fanno il lifting, si tirano le guance fino ad attaccarle alla nuca. E diventano dei collage di collagene inguardabili. Stiamo facendo lo stesso.

Siamo attaccati ai luoghi comuni, noi torinesi. Ci fissiamo su alcune cose. Le altre non importano.

Siamo provinciali. Per paura del confronto non guardiamo oltre il Piemonte; Milano ci infastidisce, si parla di Mi-To o di To-Mi ? In ogni caso sia alla pari. Se proprio bisogna attaccarsi a qualcuno, lo si faccia con la Francia. Ah si, Torino - Lione dev'essere coperto in poche ore. Non importa se poi a Roma in treno ci si arrivi in sette. Che ce ne frega, Lione si che è importante.

Rimaniamo d'elite. Che Caselle resti uno degli ultimi aeroporti a riempirsi di voli a basso costo. Oh già, ma che porcheria questi voli. Lasciamone il meno possibile. Se i turisti vogliono venire che paghino come delle banche. E se poi vengono, mi raccomando, che non abbiano voglia di mangiare una fetta di pizza dopo le 19, perchè i pizzaioli dell'aeroporto hanno chiuso i battenti, anche loro hanno il diritto di mangiare !

Sono scappata da Torino, quattro anni fa. O sono scappata dalla mentalità che si è obbligati ad avere per viverci. Io non ce la facevo più. La mia Torino è diversa da quella degli altri. Forse è normale, ma non erano più compatibili. Mi sentivo dire che facevo male ad odiare la città. Ma non era così. Io Torino la amo, ma la mia Torino. Non riuscivo più ad accettare quella degli altri torinesi.

Perchè la mia Torino è fatta di cose belle e cose brutte. E non nego nessuna delle due.

Torino è tempo schifoso, cielo giallo, umido e freddo per gran parte dell'anno. Ma è così. Non inventiamoci palle. Il clima di Torino è una schifezza, ci si deve convivere. Non è romantico. Contate del romanticismo a quelli che aspettano il 71 per quaranta minuti al freddo delle seiemmezza del mattino di febbraio, e poi vediamo come ne uscite fuori.

Torino è provinciale, e non ci si può far niente, a meno di cambiare di colpo tutti i cervelli di tutti noi torinesi. Perchè siamo così. Piangiamo ancora che eravamo capitale e poi non più.

Torino è riuscita a perdere per strada tante cose. Si è persa il Salone dell'Auto. Si è persa l'Autorithy per le Telecomunicazioni, si è persa la direzione della Telecom, non so quante millaltre cose si sarà persa che non mi vengono in mente. Tutto ci stiamo perdendo. Ma mica ce le hanno tolte perchè sono cattivi e ci vogliono fare dispetto. Non penso proprio. Ci siamo mai chiesti il perchè ? Io si, e non mi sono risposta. Perchè è meglio non farlo. Ma almeno me lo sono chiesta.

Ma Torino è anche una città splendida, fatta del Museo del Cinema (e tu, turista casuale, qualcuno t'ha detto che esiste ? No, vero ? Prova ad andarci, e poi dimmi, dimmi quanto non ci puoi credere), fatta della Gran Madre che ti abbraccia da in fondo a Via Po. Fatta dei viali e dei corsi. Fatta di portici e del profumo di castagne. Torino è fatta di persone che ci sono venute, e poi non riescono più ad andarne via. Di persone che ci sono andate via, e che ci tornano per sentirne la mancanza. E' fatta di liberty e di barocco, di ville sconosciute ma aperte a tutti. Torino è fatta di case al caldo e strade al freddo. E' fatta di facce tristi che salgono sui pullman alle sei del mattino. Torino è fatta del grigio che diventa colore, e ammorbidisce gli spigoli del nostro carattere.

Torino è fatta di contraddizioni, e la amo così com'è, perchè girare per le sue strade è come guardarsi allo specchio.

di paginediiaia | 23/10/2004
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